EVANGELICI "BORN AGAIN" ED EVANGELICI NOMINALI

 

Pescara, anno 1990

 

            In varie riunioni fra credenti, si discussero e si evidenziarono i seguenti argomenti, in risposta alle preoccupazioni, sempre più fondate di tante "degenerazioni" dottrinali serpeggianti nelle chiese evangeliche, soprattutto "storiche".

    Con vero dolore si è dovuto constatare che gran parte degli evangelici tradizionali di allora, davano alla Bibbia un valore storico-mitologico. Nulla di più dannoso per se stessi e per gli altri. Così facendo, gli evangelici "storici" erano ormai ... senza Evangelo! Tanto per fare un esempio, Adamo ed Eva erano considerati dei simboli: così dicendo si faceva cadere anche la somiglianza con Cristo Nuovo Adamo, che quindi... diventava simbolo anch'Egli. Nulla di più efficace… per togliere credibilità alla Bibbia!

    La Bibbia invece è la Parola di Dio. Essa parla "al cuore" dell’uomo e lo rigenera mediante l’intervento dello Spirito Santo. Conclusione drammatica: il sale stava per diventare insipido! Con che cosa lo si salerà?

    Da quanto segue infine veniva stilato un “Io ho questo contro di voi...” (Apoc. 2:4), cioè un motivo per una riflessione collettiva, sotto forma di autocritica, necessaria per ridefinire la propria identità e la propria vocazione evangelica.

    Sui seguenti punti sarebbe interessante e proficuo ancora oggi, nel 2008, aprire un dibattito.

1) Dio non si contraddice mai nella Bibbia, perché non va mai contro Se Stesso, per principio.

2) Apparenti contraddizioni vanno risolte in chiave di maggiore conoscenza, piuttosto che secondo un criterio di sconcertante superficialità basata sulle apparenze. Dio ha sempre ragione ed è dovere di ogni credente stare dalla parte di Dio, come Davide, che non imputò nessuna colpa a Dio per il fatto che l’esercito “del Dio d’Israele” stesse fermo da settimane davanti a Golia.

3) Eventuali “apparenti” contraddizioni si risolvono preferendo la “lectio difficilior” a favore di Dio, piuttosto che la “lectio facilior” a favore dell’uomo.

4) Si dice che “il testo, senza il contesto, è un pretesto”, ma è opportuno credere che il miglior contesto sia l’ausilio dello Spirito Santo “autore del Libro stesso”, senza il Quale, ogni lettura è destinata ad essere interpretata a detrimento del lettore stesso. La verità è dunque questa: “il testo, senza lo Spirito Santo, è un pretesto”.

5) Dio ha sempre ragione e deve essere accettato per ciò che dice, non per ciò che piace.

6) Dio stesso non può andare CONTRO la Sua Parola SCRITTA, ma può integrarla, ampliarla, spiegarla, vivificarla, puntualizzarla, ripeterla, “incarnarla”...  Non può assolutamente negarla, contraddirla, annullarla, dimenticarla. Tutto ciò ha tanti sostegni nella stessa Parola di Dio: basta cercarli, leggerli e poi crederci.

7) La parola scritta precede ogni ulteriore intervento divino.

8) Nessuna profezia può essere autentica se contraddice in tutto o in parte anche minima “la volontà scritta di Dio”, costituita dalla Bibbia, in difesa della quale interviene la stessa testimonianza di Gesù Cristo in persona! (Apocalisse 19:10)

9) Nessun angelo, nessun demone, nessuno spirito, nessuna rivelazione, intuizione o illuminazione, sia in estasi che in preghiera può andare contro l’Evangelo di Cristo, così come esposto nei 4 Evangeli, spiegato nelle Epistole e rivelato nell’Apocalisse.

10) Il testo SCRITTO da Dio (la Bibbia) esclude qualsiasi esame di altro testo parallelo non biblico, eventuale, supposto o ipotetico.

11) La Bibbia esclude qualsiasi apporto scientifico, che ne dimostri in qualche parte l’autenticità, perché va accettata e seguita unicamente per FEDE. Si può affermare al contrario che la scienza possa avere un supporto biblico. Qualsiasi dottrina o ipotesi di lavoro che sia contraria alla Bibbia è falsa o da ritenersi falsa, anche se dovesse avere tutte le dimostrazioni plausibili ed immaginabili: ciò è fondamento stesso della fede evangelica, che esclude a priori di agire in base a ciò che si vede e si dimostra ma in base a ciò che si crede e che si dimostrerà per il solo fatto di essere stato creduto.  

12) Nessuna manifestazione spirituale può sfuggire al controllo biblico, tenendo presente che nessuna profezia può venire da vedute particolari.

13) Ciò che si riceve in preghiera, se non trova un appoggio biblico è frutto dello spirito “umano” e non dello Spirito Santo.

14) Il Nuovo Testamento è completo e non prevede aggiunte, perché trasmesso una volta per sempre ai santi che l’hanno ricevuto e scritto.

15) Neanche lo Spirito Santo può andare CONTRO Cristo, ma può parlare di Cristo, spiegare Cristo, manifestare Cristo.

16) Nessun segno può essere dato per credere in Gesù Cristo o per capire la Parola di Dio mediante l’aiuto dello Spirito Santo, se non si crede che Gesù è risuscitato (il segno di Giona).

17) L’Evangelo di Gesù Cristo va accettato TUTTO, oppure è privo di potenza per la salvezza di chi ci crede e per la sua santificazione ulteriore.

18) Qualsiasi pensiero contrario ai precedenti punti viene da satana e dai suoi ministri di giustizia, i quali hanno seminato zizzania in duemila anni, producendo dottrine, false religioni, filosofie tali da togliere autorità alla Parola SCRITTA di Dio e all’Unico Unto Vivente, costituito da Gesù Cristo, il nostro Dio, Signore e Salvatore.

19) Molti evangelici non credono neppure all'esistenza di Satana e quindi non lo  combattono e non ne conoscono le astuzie. Per qualcuno non esiste neppure Dio, come Spirito Santo presente durante i culti.

20) Moltissimi evangelici non credono alla potenza della preghiera e non sanno neppure pregare. Le preghiere le leggono, come un rituale, un copione, un messale, una liturgia, una ... farsa o una poesia recitata agli uomini e non una fiduciosa richiesta rivolta a un Dio amoroso e generoso come un Padre tenerissimo: se molti pregano, sperano di ingannare Dio, che invece legge i cuori e li trova VUOTI! Sembra ormai sconosciuta l'antica abitudine di pregare... con lacrime!

21) Moltissimi evangelici non credono alla possibile conversione degli altri, di amici e parenti e quindi non pregano neppure come intercessori. Non conoscono la preghiera d'intercessione. E non appoggiano tali preghiere con digiuni, né piccoli, né lunghi. Per imparare qualcosa sul "vero" digiuno, quello gradito a Dio, bisogna andare all'estero... ed aspettare i grandi evangelizzatori!

22) Troppi evangelici non sanno nemmeno predicare, perché mischiano alla Parola di Dio le loro opinioni, la filosofia, la politica, i films, certe storie o altro: se serve per tirare avanti o per criticare, tutto è buono!  Questo è l'ATEISMO dal pulpito: la predicazione annacquata!

23) Non c'è la lode nelle riunioni di culto. Il culto non è più "culto di adorazione". Alcuni evangelici non sanno neppure come si fa ad adorare Dio!

24) Non c'è ricerca di una spiritualità e, cosa ancor più grave, molti evangelici non conoscono lo Spirito Santo e non si rivolgono a Lui come alla terza persona della Trinità.

25) Quando moltissimi evangelici leggono la Bibbia, non chiedono l'aiuto dello Spirito Santo per essere da Lui guidati nella comprensione del testo e per essere resi da Lui istruiti.

26) Pochissimi pregano e, se lo fanno, è difficile se ci sia qualcuno che preghi almeno un'ora al giorno, con regolarità. I grandi predicatori del passato, Lutero compreso, trascorrevano ore e ore, quotidianamente, davanti al Signore, a ricevere ciò che poi avrebbero dovuto dare! Non c'è più una cultura della preghiera: eppure è risaputo che solo la preghiera cambia le cose!

27) La "spada dello Spirito", cioè la Parola di Dio, è una spada a due tagli e si è ritorta contro di molti evangelici e ha tagliato loro le gambe, le mani, il corpo, il cuore, la testa... separandoli così dal capo del "corpo" (la Chiesa), che è Gesù Cristo, benedetto in eterno.

28) Che fine hanno fatto nella Chiesa valdese, metodista e battista i Wesley, gli Spurgeon, i Finney, i Manfredo Ronchi, gli Aldo Comba, gli Ernesto Giampiccoli, ecc.? Sono morti e NON HANNO lasciato eredi degni di tale opera nella vigna del Signore! Dio ha distolto il Suo sguardo da loro e le benedizioni si contano col contagocce o cadono in casa pentecostale... A loro sta bene così? Non dicessero di essere evangelici, però! Essi sono degli "annacquatori" dell'Evangelo, portatori di acqua salata, di quell'acqua che mette più sete. Sono diventati come dei sacerdoti cattolici, orgogliosi dell'abito, fanatici e maldicenti, ignoranti delle cose spirituali e cosa ancor più grave, ignoranti di Gesù Cristo: alcuni si chiedono ancora Chi devono pregare!

29) L'etichetta di evangelico è come l'etichetta di cristiano che i cattolici si danno da soli!

30) Molti evangelici non conoscono più "la lingua di Canaan": il linguaggio è privo, o quasi di un minimo di conoscenza biblica: troppa cultura e troppe letture inutili hanno distolto dal dare attenzione alla lettura quotidiana della Bibbia. Quando si entra "veramente" nel Regno di Dio, si parla la lingua di Canaan o di Sion: intelligenti pauca e maledetti i "tiepidi"!

31) Pochi conoscono "la nuova nascita": se l'importante è essere una nuova creatura in Cristo Gesù, ciò non è affatto ricercato nelle comunità! Chi è nato di nuovo, non sa né quando e né perché. Pochi comunque credono veramente alla "nuova nascita"! L'aspirazione e l'atteggiamento degli evangelici di oggi è l'essere come Nicodemo: "come posso io nascere di nuovo?" Non sanno però trovare una risposta.

32) Qualche pastore non crede al comandamento di amare Dio con tutto "il cuore": lo scambia con lo stomaco...

33) Pochi amano ancora l'apparizione del ritorno di Cristo: prediche senza mordente prospettano teologie della liberazione, dell'emancipazione femminile, dei problemi sociali e altre: pochi credono veramente all'evangelo della salvezza e alla potenza dell'Evangelo!

34) Non ci sono doni spirituali nelle comunità e pochi sanno bene cosa siano e perché ci siano.

35) I miracoli non ci sono più e l'Evangelo non è predicato "con potenza", come se Dio non fosse più un Dio VIVENTE. Se i miracoli non si ripetono più, molti evangelici danno la colpa a Dio che li ha compiuti solo 2000 anni fa, a conferma del messaggio di Cristo: ciò è ampiamente falso, perché Dio vuole una condizione essenziale dai predicatori e dalle comunità intere, fatte di fedeli tutti "re e sacerdoti": vuole una vera volontà di "santificazione" che attualmente non c'è se non in minima parte!

36) In molte chiese non si accetta il battesimo nello Spirito Santo e considerano il parlare in lingue come un fenomeno demoniaco, cosa ampiamente sconfessata da cento anni di testimonianze pentecostali...

37) Il culto evangelico nelle chiese "storiche" è diventato una formalità e una perdita di tempo, una "funzione" che senza giochi di parole, a volte è una "finzione"! Esso risulta banale e superficiale, privo di spiritualità e di mordente.

38) Il culto evangelico trasmesso per Radio, invece di essere un CULTO di lode, di ringraziamento e di adorazione, che tocchi il cuore e converta almeno a rivolgersi a Gesù Cristo, l'unico che può cancellare i peccati, risulta un messaggio di vaghe speranze e di non meglio precisate convinzioni religiose...

39) Molti evangelici, (non dico tutti!) sono tali per... tradizione e sono fieri di essere diversi, ma non ne sanno spiegare pienamente il perché! Certe volte si tratta di evangelici per tradizione, nipoti di evangelici, ma Dio non ha nipoti: ha solo figli!

40) Gli inni di Chiesa delle chiese "storiche" sono marce funebri, in un linguaggio ottocentesco che nessuno più capisce: l'importante però è essere intonati! Espressioni come, appo Dio (presso Dio), mercé (pietà), aita (aiuto), prece (preghiera), fallo (peccato), ecc. nessuno ha la capacità di renderli più accettabili, per una faccenda di rima: finora per qualcuno è stato più logico eliminare drasticamente interi inni... Chi ha prodotto quel mostro dell'innario nuovo della chiesa Valdese Metodista del 1970, abbia il merito di aver saputo distruggere anche la gioia del canto! Gli inni andavano AGGIUNTI, non tolti! La numerazione andava rispettata, quanto più fosse stato possibile: i "numeri" facevano parte del patrimonio familiare tramandato per generazioni di credenti!

 

CONCLUSIONE

Da tutto questo nasce il bisogno di una nuova "consacrazione" al Signore Gesù Cristo, il Quale ci tolga il velo che ci impedisce di "servire" Lui con cuore sincero e contrito.

Attenzione: Dio non spegnerà il lucignolo fumante, ma a condizione che noi tutti facciamo una nuova e vera CONVERSIONE a Lui.

Rimuoviamo l'interdetto tra di noi: ci sono "evangelici non credenti", che frenano l'avanzamento del Regno di Dio; ci sono "increduli del Regno e della Sua giustizia"; ci sono sostenitori subdoli dei cani, degli stregoni, degli omosessuali o gay, degli omicidi,, dei violenti, dei bugiardi! Separiamocene spiritualmente, perché, se ne cacciamo uno di questi falsi fratelli, il Signore ne farà entrare cento di quelli veri!

Ogni "servitore di Cristo" preghi prima per se stesso, per mettersi a posto con Dio: Dio lo sa chi egli è, ma lo possiamo vedere anche noi dai frutti!

    Il bilancio di questi ultimi decenni? Una spiritualità che fa acqua da tutte le parti!

    A conclusione di tale elencazione si afferma che in campo evangelico non è ammissibile censurare alcun tentativo di proposta di discussione atta ad accertare o a ricercare la verità: in caso contrario si è in presenza di “mestieranti” della Parola che vendono quattro paghe per il lesso, che si sono impossessati del gregge di Dio, divenendo pastori che non pascolano, evangelisti che non evangelizzano nessuno, profeti che citano solo se stessi,  dottori della sapienza umana, ciechi guide di ciechi, credenti lontani da Dio, disperdendo le “pecore”, piuttosto che raccoglierle sotto le ali del Sommo Vescovo delle anime nostre, Gesù Cristo.

    Si può anche dire di essere "evangelici", ma se non si è "nati di nuovo, d'acqua e di Spirito", sono solo frequentatori critici di culti inutili.