STORIE SPIRITUALI
INFERNO
E PARADISO
Un
sant'uomo ebbe un giorno da conversare con Dio e gli chiese: - Signore, mi
piacerebbe sapere come sono il Paradiso e l'Inferno.
Dio
condusse il sant'uomo verso due porte. Aprì una delle due e gli permise di
guardare all'interno.
Al
centro della stanza, c'era una grandissima tavola rotonda.
Al
centro della tavola, si trovava un grandissimo recipiente contenente cibo dal
profumo delizioso. Il sant'uomo sentì l'acquolina in bocca.
Le
persone sedute attorno al tavolo erano magre, dall'aspetto livido e malato.
Avevano tutti l'aria affamata.
Avevano
dei cucchiai dai manici lunghissimi, attaccati alle loro braccia.
Tutti
potevano raggiungere il piatto di cibo e raccoglierne un po', ma poiché il
manico del cucchiaio era più lungo del loro braccio, non potevano accostare il
cibo alla bocca.
Il
sant'uomo tremò alla vista della loro miseria e delle loro sofferenze.
Dio
disse:- Hai appena visto l'Inferno.
Dio
e l'uomo si diressero verso la seconda porta. Dio l'aprì.
La
scena che l'uomo vide era identica alla precedente. C'era
la grande tavola rotonda, il recipiente colmo di cibo delizioso che gli fece
ancora
venire l'acquolina. Le persone intorno alla tavola avevano anch'esse i cucchiai
dai lunghi manici. Questa volta, però, le persone erano ben
nutrite e felici e conversavano tra di loro sorridendo.
Il
sant'uomo disse a Dio:- Non capisco!
-
E' semplice, rispose Dio, dipende solo da un'abilità. Essi hanno appreso a
nutrirsi reciprocamente mentre gli altri non pensano che
a se stessi.
Invece,
quando Gesù è morto sulla croce, pensava a te.....
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Una storia significativa (tratta dal calendario Evangelico del
Ministero Evangelistico alle Nazioni).
Un uomo benestante
americano e suo figlio, amavano collezionare rare opere d'arte, possedevano di tutto nella loro collezione, da Picasso a
Raffaello. Spesso si sedevano insieme ad ammirare le
grandi opere che possedevano, finché arrivò la guerra del Vietnam ed il figlio
dovette partire. Fu un soldato molto coraggioso e morì in battaglia mentre
salvava uno dei suoi compagni. Il padre fu informato della sua morte e una
profonda tristezza lo colse, poiché era l'unico figlio che aveva. Circa un mese
più tardi, qualcuno bussò alla porta....
Un giovane, in piedi
all'entrata con un gran pacco tra le mani, disse: "Signore, voi non mi
conosce ma io son il soldato per cui vostro figlio ha dato
la vita. Spesso mi parlava di voi e del vostro comune amore
per l'arte".
Il giovane uomo mostrò il
pacco: "So che non è molto, non sono un grande artista, ma penso che
vostro figlio avrebbe voluto averlo".
Il padre aprì il pacco, era
un ritratto di suo figlio, che il ragazzo aveva fatto. Il padre ringraziò il
giovane e si offrì di pagare il quadro. "Oh no, Signore! Non potrò mai
ripagare quello che vostro figlio ha fatto per me. Questo è
un dono".
L'anziano signore abbracciò
il ritratto. Ogni volta che i visitatori venivano a casa sua, prima di mostrare
loro qualsiasi altra opera d'arte della sua collezione, li portava a vedere il
ritratto di suo figlio.
L'uomo morì pochi mesi
dopo. Ci fu una grande asta per i suoi dipinti.
Vennero molte persone
influenti, entusiaste di vedere i grandi quadri ed
avere l'opportunità di possederne qualcuno per le loro collezioni. Sulla
piattaforma fu messo il ritratto del figlio.
Il banditore batté il
martelletto:" Cominceremo le offerte con questo
dipinto del figlio. Qualcuno offre per questo quadro?".
Ci fu silenzio. Poi una voce dal fondo della sala gridò:"
Vogliamo vedere i famosi dipinti...quello saltalo". Ma il banditore
insistette:" Qualcuno vorrebbe offrire per questo
dipinto?
Chi comincerà le offerte?
100? 200?"
Il
banditore continuò: "Il figlio! Il figlio! Chi prende il figlio?".
Finalmente, giunse una voce
dalla parte più lontana della sala; era il vecchio giardiniere che da sempre
aveva lavorato per l'uomo e per il figlio. "io offro dieci dollari per il
quadro".
Essendo povero, era tutto
ciò che poteva offrire.
"abbiamo dieci
dollari, chi offre di più?". La folla si arrabbiò veramente, non voleva il
dipinto del figlio.
Il banditore batté il suo
martelletto: "dieci dollari e uno, dieci dollari
e due, dieci dollari e tre...AGGIUDICATO per 10 dollari!".
Un uomo seduto nella
seconda fila gridò:" Ah, adesso proseguiamo con
la collezione!".
Il banditore poggiò il
martelletto :" Mi dispiace, l'asta è
conclusa". "Cosa ne è del resto dei quadri?", chiese un altro.
"Mi
dispiace, ma quando fui chiamato per condurre l'asta, mi fu parlato di una
stipulazione segreta riguardante il testamento e non mi è stato permesso di
rivelarla fino a questo momento.
Solo il dipinto del figlio
sarebbe stato messo all'asta; chiunque l'avesse comprato, avrebbe ereditato
l'intero patrimonio, incluso i dipinti. L'uomo che ha preso
il figlio, ha preso tutto!".
2000 anni fa Dio diede Suo
Figlio a morire su una croce crudele. Molto similmente al banditore, il Suo
messaggio oggi è:" Il Figlio, chi prende il
Figlio? Perché chiunque prenderà il Figlio erediterà
tutto".
Che Dio vi benedica
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L'OPALE
Due amici, visitano una gioielleria, dopo
aver visto dei diamanti e pietre preziose, l'uno dei due, mostra all'altro una
strana pietra senza luce - Io non vedo alcuna bellezza in questa pietra -! Il
suo amico, la prende nella mano e la tiene al caldo qualche minuto,
riscaldandola col suo calore. Quando la mostra, con sorpresa, tutta la
superficie risplende dei colori dell'arcobaleno. Com'è possibile questo? -
Questa è un "opale" - essa, ha bisogno del calore della mano, per
sprigionare tutta la sua bellezza. Ci sono nel mondo, tanti esseri perduti,
imprigionati, che non attendano che il contatto di una mano, per
poter tornare a brillare. Che sicurezza sapere che due mani si sono
stese e sono state inchiodate per noi, a dimostrarci il grande amore del Padre.
Le mani di Dio sono sopra tutti coloro che cercano il
Suo nome. Nel Suo abbraccio e nel Suo calore la tua vita brillerà come le
stelle del cielo sempiterno. (Daniele 12:3)
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L'orchestra e l'ottavino
E' la storia di una orchestra famosa , conosciuta da tutti perché la loro
musica era perfetta, speciale, unica, suonava melodie celestiali.
In ogni posto dove suonava,
c'era sempre tanta gente che andava d ascoltare questa musica fantastica. Era una orchestra grandissima, tanti suonatori, ogni strumento
era lì a formare una perfetta armonia… c'erano arpe, violini, trombe, flauti,
violoncelli...di tutto...tra questi ce n'era uno piccolo, più piccolo di una
penna, si nascondeva tra le mani...l'ottavino, un piccolissimo strumento che
emette un suono dolce e leggero..
Ogni giorno l'orchestra
faceva le prove per il concerto… un giorno erano tutti lì e i musicisti
iniziarono a suonare...l'ottavino cominciò ad emettere
il suo dolce suono, ma lì dove era messo in un angolo tra tutti gli altri
strumenti, non si sentiva...il musicista cominciò a sentirsi inutile, aveva uno
strumento che c'era o meno era per lui la stessa cosa...cominciò a pensare di
non voleva più suonare...
Una sera preparandosi per
il concerto, il musicista penso: "non suonerò
più, quando saremo tutti pronti a partire io farò finta di suonare, tanto
nessuno lo noterà".
Il concerto inizia, i
musicisti si preparano, iniziano a suonare.....tutti
suonano...in un angolo ecco il nostro musicista...è lì e fa finta di suonare..
Il maestro ad un certo punto ferma l'orchestra, si dirige dal musicista
e gli chiede: "perché non stai suonando? Io non sento il suono dolce
dell'ottavino.."
Il musicista si sentì
piccolo e intimidito gli rispose: "maestro… che
ci faccio io qui, il mio strumento è piccolo e insignificante rispetto agli
altri… mi sono sentito inutile.."
Ma il maestro gli rispose:
"Questa sera quando l'orchestra ha iniziato a suonare, io non ti ho sentito,
mancava il suono del tuo strumento, le melodie erano incomplete...anche tu con questo piccolo strumento sei parte
essenziale dell'orchestra per suonare delle splendide melodie.....SUONA!!"
Ci sono dei momenti
nella nostra vita che ci sentiamo piccoli e inutili. Ma Dio ci ha posti dove siamo. E' lui che ha distribuito i compiti e ha
dato i mezzi per eseguirli. Non sta a noi apprezzare l'importanza dei talenti
che abbiamo ricevuto, siano essi tanti o pochi. Mettiamo semplicemente al suo
servizio ciò che abbiamo ricevuto...
Un piccolo strumento, ma
indispensabile...questo siamo noi: degli strumenti che hanno un ruolo
importante nell'opera del Signore.....facciamo sentire la nostra voce, traffichiamo
i talenti che lui ci ha affidato... e portiamo ad altri il suo amore...
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20 Dollari
Un uomo arrivò tardi dal lavoro, stanco ed
irritato, il suo bambino di 6 anni lo aspettava all'uscio.
Il bambino disse: " papà, posso farti una
domanda?"
"Si sicuramente, cosa vuoi? " rispose
l'uomo.
" Papà, quanti soldi guadagni all'ora? "
" Questi non sono affari tuoi! Cosa ti prende
per farmi questa domanda?" disse l'uomo arrabbiato.
" Voglio solo sapere. Per favore dimmelo, quanto
guadagni all'ora? " Ripeté il bambino.
"Se devi saperlo, io guadagno
20 dollari all'ora. "
" Oh, " replicò il bambino abbassando la testa e
guardando ancora verso l'alto, disse, " Papà, per favore posso prestarti 10 dollari?"
Il padre era furioso. " Se la sola ragione che tu vuoi
sapere quanto guadagno per ogni ora del mio lavoro è
solo perché vuoi che ti faccia un un prestito per
permetterti di comprarti un giocattolo insignificante o qualche altra cosa
inutile, vai nella tua camera e mettiti a letto. Io lavoro duramente per molte
ore ogni giorno e non ho tempo per queste bambinate."
Il piccolo bambino andò silenziosamente nella sua camera e
chiuse la porta.
L'uomo si sedette e cominciò ad arrabbiarsi ancora di più a
causa della domanda del piccolo ragazzo. Come si
permette di fare tale domanda solo per avere dei soldi.
Dopo circa un'ora, l'uomo si calmò, e cominciò a pensare che
forse era stato un pò duro con suo figlio. Forse
aveva veramente bisogno di quei dieci dollari per comprarsi qualcosa
d'importante, dopotutto non chiedeva
spesso soldi. L'uomo andò alla porta del bambino, ed entrò nella camera. "
Dormi tu figlio mio? " domandò.
" No papà, sono sveglio,"
rispose il ragazzo.
"Stavo pensando che forse sono stato troppo duro con te,
" disse l'uomo. " ho avuto una giornata faticosa, e sono stato severo
con te. Ecco i 10 dollari che mi hai chiesto."
Il piccolo ragazzo si sedette in una posizione retta, e
raggiante disse:
"Oh, grazie papà! " gridò.
Poi, cercando sotto il guanciale, tirò fuori alcuni altri biglietti sgualciti.
L'uomo vedendo che il bambino aveva già dei soldi, cominciò ad arrabbiarsi
ancora una volta. Il bambino contò lentamente i suoi soldi, dopo guardò l'uomo
in faccia.
"Perché mi hai chiesto dei
soldi se tu ne hai già? " disse il padre borbottando.
"Perché non ne avevo abbastanza, ma adesso ce l'ho " replicò il bambino. " Papà, adesso ho 20
dollari…. Posso comprare un'ora del tuo tempo? "
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CHIODI SUL MURO
C'era un ragazzo con un
bruttissimo carattere. Suo padre gli aveva dato un sacchetto di chiodi e gli
aveva detto di piantarne uno sul muro del giardino ogni volta che avesse perso
la pazienza e avesse litigato con qualcuno. Il primo giorno ne piantò 37 nel muro.
Le settimane successive,
imparò a controllarsi, ed il numero di chiodi piantati
diminuì giorno dopo giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che
piantare chiodi.
Infine, arrivò un giorno in
cui il ragazzo non piantò nessun chiodo sul muro.
Allora andò da suo padre e gli
disse che quel giorno non aveva piantato nessun chiodo.
Suo padre gli disse allora
di togliere un chiodo dal muro per ogni giorno in cui non avesse mai perso la
pazienza.
I giorni passarono e infine
il giovane poté dire a suo padre che aveva levato tutti i chiodi dal muro. Il
padre condusse il figlio davanti al muro e gli disse :
" Figlio mio, ti sei comportato bene, ma guarda tutti i buchi che ci sono
sul muro. Non sarà mai come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici
qualcosa di cattivo, gli lasci una ferita come questa.
Puoi piantare un coltello
in un uomo e poi tirarglielo via, ma gli resterà sempre una ferita. Poco
importa quante volte ti scuserai, la ferita resterà. Una ferita verbale fa male
tanto quanto una fisica."
Gli amici sono dei
gioielli rari, ti fanno sorridere e ti incoraggiano.
Sono pronti ad ascoltarti quando ne hai bisogno, ti sostengono e ti aprono il
loro cuore.
"una delle
felicità dell'amicizia è di sapere a chi confidare un segreto" (A. Manzoni)
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Un pastore inglese diceva una sera
al sacrestano della sua chiesa: "Hai notato quel vecchio mal vestito che,
ogni giorno verso mezzogiorno, entra in chiesa e ne esce quasi subito? Lo sto sorvegliando dalla finestra
del presbiterio. Questo mi preoccupa un po', perché nella chiesa ci sono
oggetti di valore. Vedi di interrogarlo".
A partire dal giorno seguente il sacrestano
attese il nostro visitatore e l'abbordò: Amico, che cosa le prende di venire
ogni giorno a quest'ora in chiesa?", "Vengo a pregare", disse con
calma l'uomo anziano.
"Andiamo, non ci rimane abbastanza a lungo per pregare. Non fa altro che andare fino all'altare e poi
torna indietro.."
"E' vero - rispose il povero vecchio- io non so fare
una preghiera lunga; allora vengo ogni giorno e gli dico
semplicemente:<<Ciao, Gesù... sono Simone..>>,
è una preghiera breve, ma sento che Egli mi ascolta".
Poco tempo dopo il vecchio Simone fu investito da un
autocarro e curato all'ospedale. "lei ha sempre un'aria felice, nonostante
le sue disgrazie…"- gli disse un giorno un'infermiera.
- Come non lo dovrei essere? Lei deve sapere… è a causa del
mio visitatore..
- Il suo visitatore?- riprese l'infermiera
stupita- Non ne vedo mai. E quando viene?
- Tutti i giorni a mezzogiorno, rimane qui ai piedi del mio letto
e mi dice "Ciao, Simone...sono Gesù!"
Avvicinatevi a Dio ed egli si avvicinerà a voi..
Ecco io sto alla porta e busso; se qualcuno ascolta la mia
voce e apre la porta, io entrerò e cenerò con lui ed egli con me.
(Giacomo 4:8; Apocalisse 3:20)
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"Ho
fatto un sogno.
Era il giorno del giudizio, e ho udito come Gesù scacciava i perduti: 'Andate via da me, maledetti!' Come è scritto nella sua
Parola. Poi li ho visti scivolare via, curvi, spaventati e disperati.
Ho sentito che uno di loro
chiedeva all'altro: 'L'hai vista anche tu?'
'Sì', rispondeva l'altro, 'l'ho vista anch'io: la mano che ci ha scacciati era
forata. Sono stati i chiodi della croce, era forata anche per noi, ma non ne
avevamo tenuto conto.
Adesso siamo giustamente
perduti."
Tratto da: Wilhelm Busch, Gesù nostro destino,
Ebner 1994, pag. 221,222
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LUI...ED IO
In un tardo pomeriggio
mentre passeggiavo lungo la riva di un lago, mi chiedevo perchè
erravo così solo nella vita. La tinta madre perlacea dell'acqua si stendeva
fino ai piedi delle scuri montagne annebbiate dal controluce. Ma quella scena così naturale rendeva solo più amara la mia
disperazione...
Dove stavo dunque andando?
Perchè ero in vita?
A cosa serviva quel bel
paesaggio, se non riusciva a calmare la tristezza del mio cuore?
Poi vidi il sole come un disco di fuoco
vicino alle montagne, un immenso raggio rosa scorreva sull'acqua calma; io ero
lì fermo e osservavo. Quel raggio giungeva a me da così lontano... e mi
toccava. Feci alcuni passi a sinistra... e mi seguì; andai un pò a destra... mi seguì pure. Un effetto ottico? Può darsi!
Ma, poteva anche essere una rivelazione del grande
Creatore "l'Altissimo", che è pari al fuoco consumante, ma che in
Cristo si è velato d'umanità per farsi conoscere da me, a noi! Il suo amore è
come un "Raggio", quasi un incredibile miracolo che può attraversare,
gli abissi del nostro peccato e dell'orgoglio. Lasciati toccare, non sottrarti
a tanto amore! Riconosci che in questo momento Egli t'è vicino! La sua luce ti
apre una nuova speranza di vita che non sarà mai più solitaria.
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LE ORME
Questa
notte ho fatto un sogno,
ho
sognato che ho camminato sulla sabbia
accompagnato dal Signore,
e
sullo schermo della notte erano proiettati
tutti
i giorni della mia vita.
Ho
guardato indietro ed ho visto che
ad
ogni giorno della mia vita, proiettati
nel film,
apparivano orme sulla sabbia:
una
mia e una del Signore.
Cosi
sono andato avanti, finchè
tutti
i miei giorni si esaurivano.
allora mi fermai guardando indietro,
notando che in certi posti
c'era
solo un'orma...
questi posti coincidevano con i giorni
più
difficili della mia vita;
i
giorni di maggior angustia,
di
maggior paura e di maggior dolore...
ho
domandato allora:
"Signore, Tu che avevi detto che saresti stato
con
me in tutti i giorni della mia vita,
ed
io ho accettato di vivere con te,
ma perché
mi hai lasciato solo proprio in quei momenti difficili?
il
Signore rispose:
"FIGLIO
MIO ,IO TI AMO E TI DISSI CHE SAREI STATO CON TE
DURANTE
....I GIORNI IN CUI HAI VISTO UNA SOLA ORMA SULLA SABBIA, SONO STATI I GIORNI IN CUI TI
HO PORTATO IN BRACCIO!!
anonimo
evangelico brasiliano
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UNA COLLANA DI PERLE
Una bimba di 5 anni al mercato con la mamma vede una collana di perle.
"Me la compri mamma,
me la compri?" La madre rispose, "Dovrai fare
lavoretti in casa, ti pagherò e quando avrai abbastanza dollari la
comprerai."
Ha lavorato e aspettato con
ansia, e grande fu la sua gioia di avere quella collana di perle. La madre la
avverti di non bagnarla altrimenti avrebbe cambiato colore.
La bambina aveva un padre
amorevole e ogni sera abbandonava tutto per leggere una storiella mentre lei
andava a letto a dormire.
Una notte dopo avere letto
la storia chiese alla bambina, "Mi ami?" "Sì papa’,
tu lo sai che ti amo!" "Allora dammi la tua collana di perle, "
"No papa’ non le perle, prenditi il cavallo con la coda rosa
che mi hai regalato tu, è il mio favorito."
"Non ti preoccupare
tesoro, papà ti ama, buonanotte." E le diede un bacio.
Una settimana dopo il papà
dopo aver letto la storia richiede alla bambina. "Mi ami?" "Sì
papà, tu lo sai che ti amo!" "Allora dammi la tua collana di perle, "
"No papà. le perle no, ma ti puoi prendere la mia bambola che ho
ricevuta come regalo per il mio compleanno, con tutti i vestiti."
"Non
importa, dormi bene, Dio ti benedica piccolina. Papà ti ama." E la lasciò con
un bacio.
Alcune notti dopo, quando
suo padre entrò trovò la bambina seduta sul letto; suo
padre notò che tremava e una lacrima scorreva sul suo viso.
"Cosa c’è? Perché
piangi?"
La bambina non disse nulla,
alzò la sua manina verso suo padre. Quando l’aprì
c’era una collana di perle, e finalmente disse, " Tieni papà, è per
te."
Con lacrime che si
preparavano negli occhi, il padre prese la collana di
perle false con una mano, mentre con l'altra tirò fuori dalla tasca una collana
di perle vere per darle alla sua bambina.
L’aveva lì da tanto tempo,
aspettava che lei gli desse le perle false che tanto amava
prima di darle le perle vere.
Così è Gesù il nostro Padre Celeste, aspetta che ci liberiamo dalle cose
cui siamo attaccati nella vita, per darci un tesoro ancora più prezioso.
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Tempesta in alto mare
Una sera in una chiesa
evangelica, il pastore prima di predicare volle introdurre il suo ospite alla
congregazione dicendo che l’ospite era un suo carissimo
vecchio, che lo conosceva fin da quando era giovane, e ora gli dava
l’opportunità di dire qualcosa.
Il
vecchio si fece avanti sul pulpito e cominciò a dire: "Un giorno, un padre
insieme al suo giovane figlio e un amico del suo figlio, si misero in una
grossa barca per navigare nella costa del mare pacifico; quando si avvidero che
una brutta e grande tempesta andava contro di loro e che bloccava loro di
ritornare alla riva. Le onde erano tanto alte che il vecchio pur essendo abbastanza esperto
del mare, non riusciva a mantenere la barca in piedi, talché una forte onda
arrivata sulla barca si portò via nel mare tutti e tre le persone, e inclinò la
barca, ma il padre era riuscito ad acchiapparsi al rotolo della corda di
salvezza.
A questo punto il vecchio
fa una pausa di pochi secondi, mentre con gli occhi guardava in faccia a due
giovani seduti nei primi banchi della chiesa, cui parevano interessati del
racconto. Poi disse: Quel padre che era aggrappato alla corda, aveva solo pochi
secondi per fare la più grande decisione della sua vita, che consisteva a chi
doveva tirare il resto della corda di salvezza, a suo figlio, oppure all’amico
di suo figlio. Or sapendo egli, che suo figlio era un
salvato per grazia che apparteneva a Cristo; e sapendo pure che l’amico di suo
figlio non conosceva Gesù Cristo, nell’agonia della decisione e sotto un
torrente di onde maree, gridò al figlio dicendo: "figlio
mio quanto ti voglio bene; arrivederci", e gli dette l’Addio; mentre tirò
la corda di salvezza al suo amico che non conosceva Cristo, e questi due
riuscirono a scampare la morte, mentre, il figlio di quel padre spari nel buio
sotto le onde della tempesta. Poi il vecchio aggiunse: Quel padre sapeva che
suo figlio sarebbe finito con Cristo nella gioia della vita eterna, ma non
poteva portare con sé il pensiero che l’amico di suo figlio sarebbe finito nel
regno delle tenebre, lontano da Cristo. Perciò sacrificò il figlio, per salvare
il suo amico. Poi concluse dicendo alla congregazione:
"Se qualcuno vi tira la corda della salvezza afferratela, affinché
scampiate dalla morte eterna"; e se ne andò a sedere, mentre un profondo
silenzio aveva riempito la chiesa.
Il pastore poi, andò sul
pulpito predicò il suo messaggio, e alla fine chiuse il servizio. I due giovani
a loro volta si avvicinarono al vecchio e gli dissero: "La storia che hai raccontata è stupenda, ma noi non crediamo che sia vera e
realistica; per un padre di dare alla morte il suo proprio figlio per la
speranza di salvare l’amico dalla morte".
Il vecchio, mirando la sua
vecchia Bibbia che aveva in mano, rispose: "Voi avete espresso il vostro
punto di vista", poi disse loro: "Dite voi che non è mica una storia
vera?" A me invece mi fa capire quanto sia stato
penoso per il Padre celeste, di dare suo Figlio alla morte per salvare me
peccatore. Oltre a ciò vi dico, che io sono quel padre
che lasciai mio figlio nelle mani della morte, e il vostro Pastore è
quell’amico di mio figlio….
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"Se puoi sognarlo, puoi riuscirci"
Lissette Rodríguez
(inviato da: Villón
Matute Tomás tvillon@enaca.com.ec)
Un uomo dormiva nella sua capanna quando
improvvisamente una luce illuminò la stanza ed apparve
Dio. Il Signore gli disse che aveva un lavoro per lui e gli indicò una grande
roccia di fronte alla capanna. Gli spiegò che doveva spingere la pietra con
tutte le sue forze. L'uomo fece quello che il Signore gli ordinò, giorno dopo giorno.
Per molti anni, da quando usciva il sole fino
al tramonto, l'uomo spingeva la fredda pietra con tutte le sue forze... e
questa non si muoveva. Tutte le notti l'uomo ritornava alla sua capanna molto
stanco e sentiva che tutti i suoi sforzi erano vani.
Come l'uomo incominciò a sentirsi frustrato,
Satana decise di entrare nel gioco portando pensieri alla sua mente: Stai
spingendo quella roccia per molto tempo, e "non si è mossa".
Diede all'uomo l'impressione che il compito
che gli era stato affidato era impossibile da realizzare
e che era un fallimento. Questi pensieri incrementarono il suo sentimento di
frustrazione e delusione.
Satana gli disse:
"Perché sforzarti tutto il giorno in questo compito impossibile? Solo
fai un minimo sforzo e sarà sufficiente". L'uomo
pensò di mettere in pratica questo, ma prima decise di elevare una preghiera al
Signore e confessargli i suoi sentimenti: "Signore, ho lavorato duramente
per molto tempo al tuo servizio. Ho usato tutta la mia forza per
ottenere quello che mi chiedesti, ma ancora così, non ho potuto muovere la
roccia neppure di un millimetro. Che cosa passa? Perché sono
fallito?".
Il Signore gli rispose con compassione:
"Caro amico, quando
ti chiesi di servirmi e tuo accettasti, ti dissi che il tuo compito era di
spingere contro la roccia con tutte le tue forze, e l'hai fatto. Non avevo mai detto che
tu sperassi di muoverla. Il tuo compito era di spingere.
Ora vieni a ME senza forze e mi dici che sei
fallito, ma in realtà hai fallito? Guardati ora, le
tue braccia sono forti e muscolose, la tua schiena forte ed
abbronzata, le tue mani callose per la costante pressione, le tue gambe sono
diventate dure. Nonostante l'avversità sei cresciuto molto ed
ora le tue abilità sono maggiori di quelle che avevi la prima volta. Certo, non
hai mosso la roccia, ma la tua missione era di essere ubbidiente e di spingere
per esercitare la tua fede in Me. Questo lo hai ottenuto. Ora, caro amico, IO
muoverò la roccia."
A volte, quando ascoltiamo la parola del Sigore, tentiamo di utilizzare il nostro intelletto per
decifrare la sua volontà, quando in realtà Dio solo ci chiede obbedienza e fede
in lui. Dobbiamo esercitare la nostra fede che muove montagne,
ma coscienti che è Dio che alla fine riesce a muoverle.
Quando tutto sembra andare male... solo spingi!
Quando sei sfinito per il lavoro... solo spingi!
Quando la gente non si comporta della maniera che invece
dovrebbe... solo spingi!
Quando non hai più denaro per pagare i tuoi conti... solo
spingi!
Quando la gente non ti capisci semplicemente... solo spingi!
Quando ti siedi sfinito e senza forze... solo spingi!
Passa questo messaggio a tutti i tuoi cari e conoscenti che
credi che abbiano bisogno di Lui; magari fa che lo ricevano giusto in tempo. I veri
amici sono difficili da trovare, facili da volere ed
impossibili da dimenticare!
Nei Momenti difficili chiedi aiuto al Signore e pronuncia
una preghiera a Gesù affinché illumini la tua mente e guidi i tuoi passi
Amen
Consegna le tue paure al Signore e chiedigli con una
preghiera che Gesù ti aiuti a trovare la strada che ti conduca a lui.
Lissette Rodríguez
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La storia è accaduta veramente in Romania: la racconta il
compianto fratello Whumrand.
Le due guardie erano due credenti russi che non volevano
essere denunciati dalle spie rumene presenti nelle chiese evangeliche ma che
non volevano rinunciare alla comunione fraterna. Per far uscire tutti i finti
evangelici, entrarono con i mitra e minacciarono di uccidere tutti i veri cristiani…
Allora tutti scapparono, salvo i… veri cristiani. I due fratelli russi allora
poggiarono i mitra e abbracciarono tutti i presenti, portando, in lacrime, i
saluti dei fratelli della chiesa clandestina russa…
Il racconto parafrasato tradotto dall’inglese è impostato in
modo da penetrare nel cuore di tutti i sedicenti credenti…
Anche questo è buono….
Scapperai?
Immagina che questo succedesse a te.
Durante un culto mattinale di una domenica, una
congregazione di 2000 membri fu sorpresa di vedere due uomini entrare, tutti e due coperti di nero dalla testa ai piedi, e armati
con delle armi automatiche. Uno di questi uomini disse: "chiunque è disposto a ricevere una pallottola per Cristo
resti dov'è".
Immediatamente, i coristi scapparono, i diaconi scomparvero,
e la maggior parte della congregazione fuggì.
Di quei 2000 ne restarono circa una ventina.
L'uomo che parlò si tolse il cappuccio, guardò al
predicatore e disse: "Okay Pastore, mi sono sbarazzato di tutti gl'ipocriti. Adesso puoi cominciare il tuo culto. Ti auguro buona giornata!". I due uomini armati si
girarono ed uscirono.
Questo è troppo profondo per non soffermarsi e pensare:
Com'è semplice per le persone rinnegare Dio. e poi stupirsi perché il mondo di oggi si trova in queste
condizioni.
È sorprendente come crediamo a quello che i giornali ci
dicono, però dubitiamo su quello che
È incredibile come ognuno vuole andare in Paradiso, a
condizione che non devono credere, pensare, dire, o fare tutte le cose che
È questo divertente oppure pauroso?
È strano come qualcuno possa dire: "Io credo nel
Signore" ma segue ancora Satana (che, tra
parentesi, anche lui "crede" in Dio.
È strano come tu possa inviare migliaia di
"barzellette" via e-mail che si propagano come fuoco in un campo di
paglia secca, ma quando tu cominci a mandare messaggi che riguardano il
Signore, le persone ci pensano due volte prima di condividerle e farle
circolare.
È inquietante come le cose impudiche, il
grossolano, la volgarità o l'oscenità passa liberamente nel cyberspace,
ma l'insegnamento pubblico di Gesù è represso nella scuola e nel posto di
lavoro.
È strano vero? Strano come qualcuno possa essere così
fervente per Cristo
Stai ridendo?
È divertente e strano come quando tu rigirerai ad altri
questo messaggio, non lo manderai a molte persone del tuo indirizzario perché
non sei sicuro di quello che credono, oppure di cosa penseranno se tu glielo
manderai.
È strano ed imbarazzante di come io
possa essere più preoccupato per quello che altre persone pensano di me che di
quello che DIO pensa di me.
Stai pensando? Condividerai questo messaggio con le persone
che ami? Oppure no?
Io ho scelto te.
Le mie istruzioni erano d'inviare questo messaggio alle
persone che io volevo che Dio benedicesse ed io ho scelto te.
Per favore mandalo a delle persone che tu vuoi benedire, se
lo vuoi anche tu.
Blessings
Debra (autrice)
Traduzione: Antonio Consorte
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La favola della gallina
diligente
Una gallinella scavando nella sabbia, trovò
due chicchi di grano.
"Chi mi aiuta", esclamò, "a
piantare il grano, così tutti noi avremo da mangiare a sufficienza?"
Ma la mucca, l’anitra,
il maiale e l’oca non ne avevano voglia.
"Allora lo farò da sola !" disse la
gallina.
Quando i chicchi
germogliarono, crebbero e divennero spighe mature, la gallinella propose
ancora: "Aiutatemi almeno nel raccolto. Ce
n’è per tutti."
Ma l’anitra non
voleva per una questione di principio, il maiale affermò che non era compito
suo, la mucca rifiutò per raggiunti limiti di anzianità e l’oca trovò che le
pretese della gallinella erano semplicemente asociali (o anticomunitarie).
Allora la gallinella si trovò da sola a
compiere il raccolto, lavorò tanto che le penne si incollavano
per il sudore, si rallegrava pensando al momento in cui il grano raccolto
sarebbe servito per cuocere il pane.
Chiese ancora ai suoi compagni di cortile:" Chi mi aiuta a cuocere il pane?"
"Dovrei fare lo straordinario",
brontolò la mucca.
L’anatra si lamentò: "Perderei la cassa
integrazione".
"Io sono un buono a
nulla e non ho mai imparato niente", grufolò il maiale, mentre
l’oca schiamazzò imbarazzata: "Se dovessi rimanere solo io ad aiutare,
preferirei escludermi da sola dalla compagnia".
Allora la gallinella cosse cinque pani
croccanti, che mostrò poi con orgoglio agli altri.
Tutti si meravigliarono e poi... ognuno volle
la sua parte.
Ma la gallinella disse:
"Per mangiarli non ho bisogno del vostro aiuto."
"Questo è strozzinaggio!" urlò la
mucca.
"Porcheria capitalistica!" protestò
l’anatra.
L’oca pretese: "Uguaglianza dei
diritti!"
E il maiale nel frattempo aveva disegnato
degli striscioni di protesta che "tutti" innalzarono formando un
corteo intorno alla gallinella.
Arrivò allora un incaricato
leader-responsabile degli animali ed ammonì la
gallinella a smettere di essere così avara e vanitosa.
Avrebbe dovuto invece rallegrarsi di essere in
un sistema di libera imprenditoria, dove ognuno può guadagnare quanto vuole.
In tal caso, non ci si deve poter sottrarre
agli obblighi comunitari verso gli altri.
La povera gallinella dovette ingoiare il
rospo, e ... nella "fattoria" ritornò nuovamente la pace...
Solo i vicini si meravigliarono del fatto che,
da quel giorno in poi, la gallinella non cosse mai più il pane.
(MORALE: è difficile lavorare nella
vigna del Signore, gomito a gomito con gli altri
lavoratori...)
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Il pastore stava in piedi e guardava una donna sul letto di morte,
ormai non più completamente lucida.
La donna aveva qualcosa da dirgli: "Senta pastore, se
lei si dovesse sorprendere della mia richiesta, la esaudirà lo stesso?"
"Beh, per essere onesto, io sono abbastanza confuso
dalla richiesta", rispose il pastore.
La donna spiegò. "In tutti i miei anni di vita io ho
frequentato i culti domenicali, lei lo sa, la scuola domenicale,
e tutte le iniziative della chiesa comprese le cene fraterne. Io ricordo
sempre, che quando i piatti della prima portata erano vuoti, qualcuno mi diceva
di buttare il piatto di plastica ma di tenere la forchetta. Io adesso le chiedo
di essere messa nella bara con una forchetta in mano."
"Ma perché questa strana richiesta?" insisté il pastore
La donna rispose: "Mi veniva
spiegato che … il meglio sarebbe arrivato dopo… E infatti poi arrivava la torta
al cioccolato ricoperta di zucchero a velo oppure una torta di mele, o altre
prelibatezze… Ebbene, io voglio che si sappia che io muoio con la forchetta in
mano, sapendo che vado a gustare il meglio! Voglio che le persone mi vedano là
in quella bara con una forchetta in mano e che si chiedano il perché di quella
forchetta."
La donna poi aggiunse: "Mi raccomando, signor pastore, lei spieghi alla gente che io sto andando a
prendere il meglio, direttamente dalla mano del mio Signore!"
Il pastore sorrise.
La donna morì ed egli, durante la predica, riferì a tutti
circa la conversazione che aveva avuto con la donna poco prima che lei morisse.
Lui raccontò loro anche della forchetta e quello che
simboleggiava. Il pastore spiegò cosa intendesse dire con la frase: "il meglio doveva ancora venire…Un amico è un gioiello molto
raro davvero ed avere un "amico" come Gesù, significa sapere che con
Lui.. il futuro sarebbe stato immensamente più felice… Una tale gioia, chiunque
l’avrebbe potuta gustare… bastava solo aprire il cuore a Gesù e chiederGliela."
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IL VERO SIGNIFICATO DELLA PACE
C'era una volta un re che propose di dare un premio a quell'artista
che avrebbe dipinto il miglior ritratto della Pace. Molti artisti tentarono. Il
re guardò tutti i ritratti, ma c'erano, secondo lui, solamente due che
realmente fossero degli degni di essere premiati e che
bisognava scegliere tra loro due.
Un ritratto rappresentava un lago calmo. Il lago era un specchio perfetto dove si rispecchiavano montagne
torreggianti tutte d'intorno. Per di più c'era un meraviglioso cielo azzurro
con nuvole bianche come la lana e sembrava di esserci. Tutti vedevano questo
ritratto e pensavano che era un ritratto perfetto per
rappresentare
L'altro ritratto però aveva pure montagne, ma erano
accidentate e spoglie. Sopra c'era un cielo adirato e perturbato come se stesse
per scatenarsi la più tremenda perturbazione atmosferica, piena di lampi e
fulmini. In basso, da un lato della montagna c'era una cascata che spumeggiava.
Sembrava un quadro che non offriva alcun appiglio al tema della Pace
Ma quando il re guardava da vicino, lui vedeva dietro la cascata un piccolo cespuglio che cresceva in una fessura
nella pietra. Nel cespuglio un uccello mamma aveva costruito il suo nido. Là,
nel mezzo del cespuglio di quell'acqua effervescente, stava accoccolata quella
femmina di uccello dentro il suo nido e in pace perfetta.
Quale ritratto pensate che vinse il
premio? Il re scelse il secondo ritratto.
"Perché", spiegò il re, "
Gesù ha promesso di dare pace ai cuori che sono affannati ed oppressi: ti interessa la vera pace? Inginocchiati nel
segreto della tua camera e chiedi a Gesù l'adempimento della Sua meravigliosa
promessa.
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LE QUATTRO MOGLI
C'era un ricco commerciante che aveva 4 mogli.
Lui amava la sua quarta moglie più di
tutte e l'adornava con vestiti eleganti e la trattava
con tanta dolcezza. Si prendeva grande cura di lei, e non le faceva mancare
nulla e le dava sempre il meglio di tutto.
Amava moltissimo anche la terza moglie.
Era molto orgoglioso di lei ed era sempre quella che mostrava ai suoi amici. Il
commerciante temeva sempre comunque che lei fuggisse con gli altri uomini.
Lui amava anche la sua seconda moglie. Era
una persona molto premurosa, sempre paziente e confidente del commerciante.
Ogni qualvolta il commerciante affrontava dei problemi, si rivolgeva sempre
alla sua seconda moglie e lei riusciva ad aiutarlo e a farlo uscire dai momenti
difficili.
Ora, la prima moglie del commerciante era
una partner molto fedele e aveva dato grandi contributi nel fargli mantenere la
sua ricchezza e gli affari e la cura della famiglia. Comunque, il commerciante
non amava la prima moglie ed anche se lei l'amava
profondamente, lui non si prendeva cura di lei.
Un giorno, il negoziante cadde ammalato. Di lì a
poco, capì di stare in punto di morte. Pensò allora a tutta la sua vita agiata
e disse fra sé e sé: "Ora ho 4 mogli con me. Ma quando io muoio, me ne andrò da solo. Come sarò solo!
Così disse alla quarta
moglie: "Io ti ho amato di più, ti ho dato i migliori vestiti e ho avuto
la massima cura di te. Ora che io sto morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia? "
"In nessun modo! "
rispose la quarta moglie e si allontanò senza altre parole. La risposta
fu come una rasoiata nel cuore del commerciante.
Egli allora tristemente chiese alla terza moglie,
"Io ti ho tanto amato per
tutta la mia vita. Ora che sto
morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia? "
"Neanche per sogno!" rispose la terza
moglie. "La vita qui è così bella! Quando morirai, subito mi sposerò di
nuovo! " Il cuore del commerciante ebbe un sussulto e
diventò gelido.
Domandò poi alla seconda
moglie, "Mi sono sempre rivolto a te per aiuto e tu sempre mi hai aiutato. Ora ho bisogno di nuovo
del tuo aiuto. Ora che sto morendo, vuoi seguirmi e tenermi compagnia?"
"Sono spiacente, ma non posso aiutarti. Tutt’al più posso provvedere al tuo funerale"
La risposta arrivò come una deflagrazione
devastante.
Quand’ecco una voce che
diceva: "Io verrò con te! E non mi preoccuperò di dove
andrai"
Il commerciante si girò intorno e vide la sua
prima moglie…
Era così magra e malnutrita!
Grandemente si addolorò, ed esclamò "Mi
sarei dovuto prendere più cura di te quando avrei potuto!"
Sembrerebbe azzardato ma anche noi abbiamo
quattro mogli…
La quarta moglie è il nostro corpo. Nessun
problema nello spendere tempo e denaro per farlo sembrare il meglio possibile,
ma ci lascerà quando moriremo.
La nostra terza moglie? I nostri possessi, lo
status sociale e la ricchezza. Quando moriamo, essi andranno ad altri.
La seconda moglie è la nostra famiglia e le
amicizie. Nessun problema quando stavamo con loro. Provvederanno al
mantenimento della tomba.
La prima moglie è infine il nostro spirito,
spesso trascurato nella nostra ricerca di ricchezza materiale e piacere
sensuale. Indovina un po’? È veramente l'unica cosa che ci seguirà dovunque andremo.
Autore evangelico sconosciuto
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Una
volta domandarono ad un povero cieco perché portava
una lampada quando usciva di notte,visto che non poteva vedere la
sua luce.
Il
cieco rispose: "La porto per far luce agli altri e affinché gli altri mi
vedano."
Camminiamo,
dunque, in modo che le persone ricevano da noi sola benedizione; e
l'attestazione che daranno in relazione a noi quando
arriveremo alla casa del Padre sarà":Tu fosti sempre un motivo di
benedizione per me".
Non è
questa una sacra ambizione, degna di ogni sacrificio?
(Anonimo evangelico)
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Un giorno tanto tempo fa, un uomo, addolorato pesantemente
nel cuore, stava camminando in un bosco. Lui ripensava a tutta la sua vita
trascorsa e riconosceva che era tutto uno sbaglio…
Ricordava di aver mentito tante volte nel suo lavoro. I suoi
pensieri si volgevano a quelle persone cui aveva rubato e alle altre che
avevano rubato a lui… con inganni e sotterfugi. Lui ricordava
la famiglia nella quale era vissuto: un problema dopo l’altro!
Poi la malattia che aveva e che nessuno aveva potuto
guarire. La sua molta anima era piena di rabbia, di risentimento e di
frustrazione.
Passeggiando a vanvera nel bosco, cercava risposte che lui
non poteva trovare, sapendo che tutto era inutile e destinato a fallire.
Allora si inginocchiò alla base di
un vecchio albero di quercia, che lui sapeva che stava lì da sempre e cominciò
a pregare, con gli occhi pieni di lacrime:
"Dio, Tu hai fatto cose
meravigliose per me in questa vita.
Tu mi ha detto di fare molte cose per Lei, ed io le ho
rispettate felicemente.
Oggi, Tu mi dici di perdonare… Io sono triste, Dio, perché
non posso.
Io non so come. Non è giusto. Io non meritavo che questi mi
offendessero: quelli hanno agito contro di me ed io non posso perdonare.
Com’è perfetto il Tuo modo, Dio, questa è l’unica cosa che
io non posso fare, perché io non so perdonare. La mia rabbia è, Signore, così profonda,
che io penso che io non possa più sentire Te, però… io Ti prego: insegnami a
fare questa cosa che io non posso fare.
Insegnami a perdonare."
Come lui stava là inginocchiato nell'ombra quieta di quel
vecchio albero di quercia di vecchio, sentì qualcosa
che gli cadde sopra la spalla. Aprì gli occhi. Con la coda dell’occhio vide
qualcosa di rosso sulla sua camicia.
Lui non poteva girarsi per vedere che cosa fosse, perché
dove stava quell’albero di quercia c’era un grande spiazzo. Allora alzò la sua
testa e vide due piedi trattenuti al legno con un grande chiodo che li
trafiggeva.
Guardò più in alto e vide chiodi anche alle sue mani: era
Gesù che pendeva sulla croce. Lui riguardò ancora le ferite nelle Sue mani, una
ferita nel Suo fianco, un corpo lacerato e battuto
dalle frustate, profonde spine gli trafiggevano la testa.
Alla fine… vide la sofferenza e il profondo dolore sulla Sua
faccia splendente. Come allora i loro occhi si incontrarono…
Gesù cominciò a parlare.
"Ha detto mai una bugia, lui chiese?
L’uomo rispose: sì, Signore!"
Hai fatto sempre del bene al prossimo?
L’uomo rispose: No, Signore.!"
"Hai mai rubato?"
L’uomo rispose: sì, Signore!"
"Hai mai giurato, e usato
invano il nome di mio Padre?
L'uomo, tra le lacrime, rispose "sì, Sssignore!"
E Gesù continuava a domandargli se avesse fatto questo e
quello e all’uomo non rimaneva che rispondere sempre… "Sì, Signore!"
Poi Gesù girò la testa da un lato all'altro, verso quel
qualcosa che era caduto sulla camicia di quell’uomo. Era una goccia del Sangue
di Gesù.
Quando lui guardò di nuovo in alto, i suoi occhi
incontrarono quelli soddisfatti di Gesù: c'era uno sguardo di amore che gli
uomini non avevano visto mai o che non avevano mai conosciuto prima.
Disse Gesù: "io non meritavo
questo, ma ti perdono!"
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CONVERSAZIONE DAL BARBIERE
Ecco una risposta ad
una persona che negava l’esistenza di Dio.
Un credente andò dal barbiere per tagliarsi
barba e capelli come al solito.
Come sempre parlavano del più e del meno, senza mai toccare
il problema della salvezza.
Finalmente quel giorno se ne presentò l’occasione.
Improvvisamente infatti il barbiere
cominciò a dire: "Guarda quegli uomini, io non credo che Dio esista."
"Perché dice così?! " Rispose il cliente.
"Bene, è così semplice! Se vai fuori, nella strada, lei
comprenderà che Dio non esiste. Senta, mi dica, se Dio esistesse, ci sarebbero
così tante persone ammalate? Ci sarebbero tanti bambini abbandonati? Se Dio
esistesse, non ci sarebbero né sofferenza né dolore. Io non posso pensare di
credere in un Dio che permette tutte di queste cose."
Il cliente stette a pensare, ma non
rispose.
Il barbiere finì il suo lavoro ed
il cliente lasciò il negozio.
Appena pochi passi dal negozio però vide per strada un uomo con capelli e barba lunghi. Il suo
aspetto era di una persona veramente trasandata e… soprattutto
"capellona".
Allora il cliente rientrò nel negozio del
barbiere e gli disse: "Lo vedi quello?"
"Sì" rispose il barbiere.
"Bene, e sai che ti dico? Ti dico che
i barbieri non esistono!"
"Ma come può dire che non
esistono? " esclamò il barbiere sorpreso. "Allora io chi sono? Non
sono un barbiere? Poco fa ti ho fatto barba e capelli!"
"No, mi dispiace, ma i barbieri non esistono, perché se
esistessero non ci sarebbero persone con capelli
lunghi lì fuori e loro avrebbero provveduto a tagliare i capelli a quell’uomo
là fuori!"
"Ah, no, i barbieri esistono, se questo accade è perché le persone non vengono da me!"
"Precisamente! "- affermò il credente. "Questo è il punto! Dio esiste. Quello che accade a Dio
è che le persone non vanno da Lui e non Lo cercano. Ecco perché c'è così molto dolore e sofferenza nel mondo."
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L’orgoglio è ciò che spinge l’uomo a commettere gesti che
vanno addirittura contro i suoi interessi: l’orgoglio acceca e chiude le porte
aperte, trasforma le vittorie in sconfitte, fa perdere terreno lì dove eravamo
avanzati con grande fatica, spreca le occasioni che avevamo tanto desiderato.
Quando un credente è orgoglioso, non è più in grado di
essere utile, né a se stesso, né agli altri e neppure a… Gesù Cristo.
L’orgoglioso non accetta di essere riconosciuto tale. Il non orgoglioso lo si riconosce perché è in grado, sempre, di mettersi in
discussione. Per spiegare le grandi cose di Dio, Gesù si è servito di
"parabole".
Per dare invece una morale a chi non è abituato a riflettere
con
L’Airone e
C’erano una volta, in una palude, un Airone e una Gru.
L’Airone fece il nido sulla riva destra della palude e
-Andrò a chiedere
Ciaf, ciaf. Ciaf, ciaf. Attraversò la palude,
arrivò alla casa della Gru e bussò:
- Toc, toc! È in casa
- È in casa! Chi è?
- Sono 1’Airone. Mi vorresti sposare?
- No, che non ti voglio. Hai le gambe lunghe, voli male e
non hai niente da darmi da mangiare. Vattene, vattene
via!
Ciaf, ciaf. Ciaf, ciaf. L’Airone tornò
indietro a becco asciutto. Ma intanto
«Eh, sì! Ci si annoia a stare soli! Meglio
che vada dall’Airone a chiedergli se mi vuole ancora sposare».
Ciaf, ciaf. Ciaf, ciaf.
- È in casa l’Airone?
-È in casa!
- Non mi vorresti, Airone, per
moglie?
- Eh, no! Non mi servi, non ti voglio sposare. Vattene via!
Ma l’Airone ci stava ripensando.
"È stato inutile svergognare
Ciaf, ciaf. Ciaf, ciaf. Arrivò dalla Gru:
- Toc, toc! Gru! Sono venuto a prenderti in moglie. Aprimi.
- No, che non ti apro. Io per marito non ti voglio!
Ma
- Aprimi Airone, che mi voglio maritare.
- Eh, no che non ti voglio io.
L’Airone tornò da lei.
Lei non vuole, vuole lui.
Lui non vuole, vuole lei.
Insomma ancora non si sono sposati. Vivono in una palude,
lui sulla riva destra, lei sulla riva sinistra.
Ciaf, ciaf. Ciaf, ciaf.
Vanno ancora su e giù.
Quando il discorso si fa spirituale
è la stessa cosa: ci si dovrebbe perdonare a vicenda, sopportare a vicenda,
aiutarsi a vicenda… ma…. Non ci si viene mai incontro nel momento giusto…
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Un uomo su
un aereo di linea stava leggendo pacificamente il suo Nuovo Testamento
tascabile.
Un uomo
seduto a fianco a lui lo osservava e alla fine gli disse: "Io non
sono molto religioso, anzi .. non vedo il senso
di credere in un Cristo che per giunta è morto 2000 anni fa."
"Cosa? rispose
meravigliatissimo... "Cristo-morto?
Non può essere! Pensa che ci stavo parlando
proprio alcuni minuti fa!"
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Gandhi e lo zucchero
Una nonna trovò l''occasione di portare suo nipote al
Mahatma Gandhi. Il bambino aveva un'attrazione insaziabile per lo zucchero e
ciò stava mettendo in pericolo la sua salute.
"Per favore, lei supplicò a Gandhi, dica a mio nipote
che smetta di mangiare lo zucchero, poiché lui la rispetta molto e so che l'ascolterà perché è lei che glielo dice. Gandhi allora
chiese che si ripresentassero dopo quattro giorni.
Quattro giorni più tardi la nonna ed
il nipote ritornarono. Gandhi guardando fisso negli occhi del ragazzo, gli
disse con autorità: "Smetti di mangiare zucchero, stai ferendo il tuo
corpo."
Dopo un breve silenzio, la nonna
domandò a Gandhi: "Signore, perché ci chiese di aspettare quattro giorni e
poi di ritornare?
Questo è lo stesso che poteva dire quattro giorni fa!"
Gandhi rispose: "Signora,
quattro giorni fa io avevo mangiato dello zucchero e non potevo parlare con
autorità a suo nipote. Ora posso, perché sono quattro giorni che non mangio più zucchero."
Eric Yaverbaum nel suo libro
"Segreti della Leadership dei dirigenti che hanno più successo nel
mondo", scrive che il loro più grande segreto è quello
di guidare con l'esempio.
È una realtà. Il migliore maestro non sono le
nostre parole bensì i nostri fatti. Questo è un buon giorno per cominciare ad essere di esempio.
"Quando giunsero da lui, disse loro:
"Voi sapete in quale maniera, dal primo giorno che giunsi in Asia, mi sono
sempre comportato con voi, servendo il Signore con ogni umiltà, e con lacrime,
tra le prove venutemi dalle insidie dei Giudei; (Atti 20:18-19)
"Abbiate in voi lo stesso sentimento che
è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina
l'essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e
divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell'esteriore come un uomo,
abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte,
e alla morte della croce. Ed è perciò che Dio lo ha
sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al di sopra d'ogni nome,
affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e
sotto la terra, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla
gloria di Dio Padre." (Filippesi 2:5)
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La
preghiera esaudita: Chiedete e vi sarà dato
All'inizio dell'anno 1814, quando la guerra stava devastando l'Europa, delle
truppe di Svedesi, di Cosacchi, di Tedeschi e di Russi si trovavano a circa
mezzo miglio di marcia dalla città di Schleswig.
Numerosi rapporti allarmanti sul loro modo di
comportarsi li avevano preceduti e gli abitanti della città erano molto
spaventati al loro avvicinarsi. C'era stata una tregua, ma doveva finire il 5
gennaio a mezzanotte, tempo che si avvicinava rapidamente, e tutti gli orrori
della guerra e di una licenza sfrenata stavano di nuovo per abbattersi sui
poveri abitanti di quel paese.
All'entrata della città di Schleswig, dalla parte
dove si trovava il nemico, c'era una casa isolata, abitata da un'anziana e pia
donna che, essendo venuta a sapere dell'avvicinarsi del nemico, pregava secondo
le parole di un vecchio cantico che Dio "innalzasse un muro intorno a
loro".
In quella
casa abitavano lei, sua figlia che era vedova e suo
nipote che era un giovane di venti anni.
Quest'ultimo,
sentendo la preghiera di sua nonna, non poté fare a meno di dire che non capiva
come ella potesse chiedere una cosa così impossibile
come quella, e cioè che un muro fosse innalzato intorno a loro per difendere la
casa dal nemico.
L'anziana
donna, che era molto sorda, avendo capito ciò che suo nipote aveva detto, fece
notare che lei aveva semplicemente voluto implorare la protezione divina per
lei e per la sua casa, poi aggiunse: "Pensi che se veramente fosse la
volontà di Dio di costruire un muro intorno a noi, questo gli
sarebbe impossibile?"
Alla fine la terribile notte del 5 gennaio arrivò, e sul rintocco della
mezzanotte le truppe entrarono da tutte le parti. La casa sopra menzionata era
sul ciglio della strada e più grande delle case circostanti che erano solo
delle piccole capanne, le quali furono presto invase dai soldati che chiedevano
ciò di cui avevano bisogno in termini ingiuriosi e minacciosi. Gli abitanti
della casa sul ciglio della strada ascoltavano con ansia, aspettandosi da un
momento all'altro di sentire le intimazioni dei soldati alla loro
propria porta.
Ma
quantunque tutt'intorno a loro si sentissero il rumore
confuso delle voci, l'incessante scalpitio dei cavalli, le buffonerie volgari e
le risate fragorose, nessuno si avvicinò alla soglia della loro porta. A notte
inoltrata l'esercito attraversò la città. Almeno quattro reparti di Cosacchi,
feroci e mezzi selvaggi, formavano la retroguardia.
Era caduta
molta neve tutto il giorno, seguita poi da una così violenta tempesta che i
Cosacchi rinunciarono a proseguire la loro marcia e pensarono solo a rifugiarsi,
loro e i loro cavalli, nelle catapecchie che si trovavano sul loro cammino e
che per piccole che fossero furono subito più che
piene. Simili ad una nube di cavallette, uomini e
cavalli si scagliavano contro gli sventurati abitanti, divorando tutto davanti
a loro. Che terribile notte per quelli che furono abbandonati alla loro mercé!
Ma in mezzo a tutto quel tumulto e a tutto quel disordine, la casa della donna
di preghiera era tranquilla; neanche uno dei soldati di quella banda selvaggia
che erano rimasti indietro, neanche un vicino
spaventato, si avvicinò alla porta. Trascorsero le ore. Quelle anime che
vegliavano si stupivano della loro meravigliosa conservazione; e mentre la fede
e il timore possedevano alternativamente il loro cuore, apparve finalmente
l'alba.
Ma ecco di
nuovo le truppe in movimento, risuona la sveglia, il
brutale Cosacco saccheggerà probabilmente ogni casa prima di andare lui stesso
alla morte. La preghiera li preserverà ancora dal pericolo che li minaccia ora
più che mai? Se finora, grazie all'oscurità e all'uragano che si è scatenato
tutta la notte, essi sono sfuggiti all'osservazione, la luce del mattino li
tradirà probabilmente e non saranno più risparmiati come altri. No, il Signore
non libera a metà per abbandonare in seguito. La fede afferra ciò che gli
appartiene e dice: "Non ti lascerò prima che tu m'abbia
benedetto"; quell'anziana donna che vegliava là tremando, sperando e
pregando, era più potente di tutto un esercito di crudeli Cosacchi. Sì, la sua
casa è ancora protetta; non si è sentito nessun passo sul suolo, nessuna mano
rude fa' tremare la porta.
Adesso che essi osano guardare di fuori scoprono
subito i mezzi di cui Dio si è servito per la loro liberazione. La neve che era
caduta così abbondantemente il giorno prima era stata
ammucchiata dalla tempesta della notte ad una tale altezza fra la casa e la
strada che ogni accesso ne era impossibile, e così un muro si era letteralmente
innalzato intorno a loro, secondo la preghiera dell'anziana donna. "Vedi
ora, figlio mio, esclamò ella, che era possibile a Dio
di innalzare un muro intorno a noi per preservarci dal nemico?"
"Ogni cosa è possibile a chi crede".
Testimonianza tratta da:
Traduzione dal francese di Illuminato Butindaro
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Una diffusa
leggenda nata negli anni cinquanta racconta che Fleming avrebbe avuto la
possibilità di intraprendere e completare gli studi universitari grazie a un
avvenimento casuale. Secondo questo aneddoto Alexander
(o suo padre, in altre versioni) salvò la vita ad un bambino che, caduto in uno
stagno, stava per affogare.
Il bambino
tratto in salvo sarebbe stato Winston Churchill, i cui genitori, riconoscenti, avrebbero
dato al giovane Alexander la possibilità di studiare che altrimenti non avrebbe
avuto.
Tale racconto
ha un proseguimento: la vita di Churchill sarebbe stata salvata una seconda
volta da Fleming. Essendo l'ormai anziano statista affetto da una grave forma di infezione, sarebbe stato uno dei primi pazienti guariti
dalla penicillina
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Molti anni
fa un predicatore si trasferì a Houston, in Texas.
Alcune settimane dopo essere arrivato, ebbe
l’occasione per andare con l'autobus dalla sua casa al centro. Quando si
sedette, scoprì che il conducente, nel fargli il biglietto, gli aveva dato
accidentalmente un quarto di dollaro in più.
Allora lui considerò a pensare cosa fare, e così pensò
di darlo indietro. Sarebbe stato sbagliato tenerlo. Poi però
pensò, "Ma dai! E’ solo un quarto di dollaro. Chi si potrebbe
preoccupare per questa piccola cifra? Di certo la società degli autobus già ha
applicato una tariffa troppo alta; evidentemente stanno al riparo da ogni
fallimenti. Di certo non fallirà per questo! Accettalo come
un regalo da Dio e stai in pace".
Quando arrivò il momento di scendere, si fermò alla porta e
diede il quarto di dollaro al conducente e dicendo: "Guardi! Lei mi
ha dato dei soldi in più!”
Il conducente con un sorriso rispose: “Lei non è il nuovo
predicatore in città? Io stavo già pensando ultimamente di andare a
frequentare qualche altra chiesa, ma volevo ancora vedere quello che Lei
avrebbe fatto se le avessi dato il resto sbagliato!”
Quando quel conducente cominciò ad allontanarsi, trovai un posticino tranquillo
per pregare e dissi: "O Dio, non ho venduto Tuo Figlio per un quarto di
dollaro!”
Le nostre vite sono l'unica Bibbia che alcune persone leggeranno! Per questo
motivo assicuriamoci di fare sempre una corretta impressione sugli altri,
secondo lo stile di Cristo.
Autore sconosciuto
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Corvi dal cielo
Come Dio, in risposta alla preghiera, ha
salvato il raccolto di alcuni credenti che era minacciato dai bruchi
Sono molti i credenti Hmong (Miao), ovvero popolazioni che abitano
il sud ovest del vastissimo paese della Cina, nella provincia dello Yunnan. Si
tratta di una delle cinquantacinque minoranze etniche ufficialmente
riconosciute dallo Stato. Vivono in semplicità, sostenendosi con i prodotti
dell'agricoltura e lavorando una terra arida, posta su freddi altipiani intorno
a piccoli villaggi.
Un intero villaggio di credenti Hmong
coltiva unicamente piante di gelso le cui foglie vengono
poi usate, durante l'estate, come alimento per i bachi da seta. E' un'attività
che per questo villaggio risulta fondamentale per la
propria sussistenza, se le foglie giungono a maturazione completa.
Un giorno, verso fine primavera, qualcuno notò che dei bruchi
stavano mangiando tutte le foglie dei gelsi. Ben presto infestarono
letteralmente l'intera piantagione.
Uomini, donne, perfino bambini furono mobilitati
per togliere i bruchi dagli alberi di gelso; facevano più in fretta possibile,
ma i loro sforzi risultavano insufficienti rispetto al numero così elevato di
bruchi che si erano sparsi ovunque. Alla fine gli operai si dovettero fermare
perché essi stessi stavano rovinando la piantagione rompendo i rami e
danneggiando le tenere foglioline non ancora attaccate dai bruchi.
I pesticidi avrebbero potuto risolvere il problema, ma non era
possibile reperirli se non dopo giornate di cammino e
con una certa cifra di denaro che gli Hmong non
avevano a disposizione. La situazione sembrava senza speranza. Fu allora che un
credente suggerì di andare in chiesa a pregare dal momento
che ogni sforzo umano risultava vano. "Invochiamo il Signore forse
Egli ci aiuterà", disse questo credente. Tutti furono d'accordo e dalla
mattina fino a tarda sera invocarono il Signore in una meravigliosa riunione di
preghiera. Quindi tutti tornarono alle proprie dimore.
Il mattino seguente, mentre stavano tornando al locale di culto per continuare
a pregare insieme, i credenti sentirono un gracidare insolito; alzando lo
sguardo al cielo videro un nutrito numero di uccelli neri che volavano sopra la
piantagione di gelsi. Improvvisamente, scesero sopra le piante e cominciarono a
cibarsi dei bruchi belli grassi che stavano pregiudicando il raccolto.
I credenti Hmong rimasero attoniti allo
spettacolo mentre osservavano i corvi e le cornacchie banchettare per l'intero
arco della giornata. Quindi, verso sera, gli uccelli
si ritirarono su di una collina poco distante dalla piantagione, senza essere
più visti. Tra quei preziosi alberi di gelso non fu più trovato nemmeno un
bruco. Le foglie furono staccate un po' più tardi del previsto quell'estate, ma
il raccolto fu salvato. L'Iddio nel quale avevano confidato aveva risposto alla
loro preghiera mandando dei corvi dal cielo.
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